Riporto un bel post di Marco Dominici, autore del blog www.leggoergosum.wordpress.com ... Un grande! Seguitelo!
Ultimamente sono rimasto temporaneamente senza il mio Kindle 3 il quale ha deciso di “congelarsi” definitivamente. Dico ‘definitivamente’ perché avevo già avuto
un problema di freeze i primi giorni dopo l’acquisto (problema descritto qui) e avevo creduto di averlo risolto. Invece dopo poco più di 4 mesi il freeze ritorna e questa volta tutti i rimedi tentati allora si sono rivelati vani. Che fare? In questi casi, la prima cosa è mettersi in contatto con il servizio clienti di Amazon, anche se già sapevo cosa avrebbero risposto. Infatti, come previsto, scrivono: “fai il reset o chiama il nostro call center“. C’è da dire che, per quanto siano sempre lesti a rispondere via mail, il più delle volte è necessario telefonare direttamente in Texas. Per me che ho una tariffa flat con chiamate internazionali comprese può anche star bene, ma capisco che per molti potrebbe essere un problema non da poco.
Servizio clienti made in USA
Problema anche linguistico, in quanto bisogna esprimersi nella lingua di Shakespeare declinata alla John Wayne e cercare di comprendere il giovanotto o la ragazza dall’altro capo del filo, che non di rado si esprime in texano stretto a quanto posso intuire, visto che in casi del genere sono riuscito a comprendere il 20% o poco più. Comunque.
Di solito anche al telefono ti dicono di assicurarti che la batteria sia stata caricata da poco e di effettuare il reset, che di solito avviene in diretta sotto la loro guida a distanza. La prima volta, quattro mesi fa, mi era andata bene ma stavolta, come temevo, no.
Ho convinto quindi la centralinista a ottenere la sostituzione del device, che avviene secondo una procedura piuttosto semplice: l’operatore al telefono elabora le etichette di spedizione e la ricevuta da allegare alla scatola in cui spedire il vecchio Kindle e indica il link dove le puoi trovare e quindi stampare. Contemporaneamente fa partire l’ordine di spedire il nuovo Kindle a spese di Amazon, che questa volta paga anche le
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operazioni di sdoganamento le quali, oltre a essere piuttosto costose, fanno anche perdere parecchio tempo (almeno per chi come me le ha dovute eseguire di persona, ma vivo in Grecia, a quanto pare in Italia è diverso). Precisano però che se il vecchio Kindle non arriverà a destinazione entro un mese, le spese saranno addebitate interamente al destinatario. Non c’è problema, dico, e infatti l’indomani il mio vecchio Kindle è già in viaggio UPS per gli States.
La ricerca dell’ebook perduto
Meno di una settimana dopo mi arriva il Kindle nuovo (preciso che si tratta della versione wi-fi, non 3G) che, almeno per ora, non mi sta dando nessun problema. Per quanto riguarda il rimborso, era già stato inviato ancor prima dell’arrivo dell’ereader e me lo ritrovo bel bello nel conto bancario (in pratica mi sono anche rifatto delle spese di sdoganamento per il vecchio Kindle).
L’unica questione da affrontare nel dopo freeze è stato ritrovare e ricaricare gli ebook che avevo nel precedente device. In questo devo dire che l’apparente punto debole del Kindle di leggere solo file in .mobi si è rivelato un vantaggio, in quanto, dovendo convertire con Calibre ogni ebook acquistato in epub (con social DRM), avevo già nel software di conversione (che è anche ben altro, ma lo chiamo ora così per comodità) tutti i folder dei libri scaricati nella versione .mobi pronti per essere caricati di nuovo nel Kindle.
Gli ebook in .mobi comprati invece non attraverso Amazon (nel mio caso, soprattutto libri di 40K comprati su Smashword) sono stati recuperati immediatamente tramite l’account che avevo nella libreria digitale che li tiene a disposizione proprio per simili occorrenze (vale anche per tutti gli altri bookstore online, italiani o meno).
Infine, per i Kindle books niente di più semplice, visto che me li sono trovati già archiviati nel Kindle e non ho dovuto fare altro che scaricarli concretamente nel device.
Tirando le somme
Che impressioni ho tratto da questa esperienza? A parte quelle già descritte durante il periodo senza Kindle, devo dire che l’incidente di percorso, se da una parte non mi ha scoraggiato nell’apprezzare la comodità e la praticitià del libro digitale, dall’altra ha sicuramente confermato e rafforzato alcune perplessità che avevo sempre avuto:
- per quanto riguarda dispositivi e tecnologia, siamo ancora nella preistoria di questa avventura digitale;
- è vero che se perdi un libro cartaceo lo devi ricomprare, ma sicuramente è molto improbabile perderne qualche decina (se non di più) e tutti in una volta;
- gli aspetti positivi del digitale li noti ancor di più quando ritorni, forzatamente o meno, a “cartaceo integrale”;
- Ora però, per sicurezza, vado sempre in giro con un libro cartaceo sottomano. Casomai.
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